Testo del comunicato
stampa che il Piccolo ha ripreso il 10. agosto 2012
“La provincia di Gorizia ha diritto
all’autonomia
Bisogna andare molto calmi con gli apetiti,
altrimenti si rischia l’indigestione. Questo deve ricordarselo
il Presidente
della Provincia di Udine Pietro Fontanini, quando parla del
fatto che Gorizia dovrebbe
essere friulana. Non sono queste le posizioni da sostenere in un
quadro europeo
e di collaborazione transfrontaliera ancora meno.
La città di Gorizia ed anche la sua
provincia hanno un’ antica e ricca tradizione slovena.
Tradizione che
parte dalla radice del nome ed è confermata anche dall’editto
imperiale di più
di mille anni fa.
Non si va da nessuna parte se si persegue
la linea di Fontanini. Gorizia è una realta ricca e complessa,
come ha
giustamente detto il Presidente Enrico Gherghetta. Pertanto la
provincia Goriziana deve essere mantenuta vista la presenza di
comunità etniche riconosciute dalla
legge nazionale. E qua non si tratta di risparmiare, ma di
sviluppare quel
senso democratico che valorizza la particolarità del territorio
anche in ambito
etnico, linguistico e culturale. Proprio per questo Gorizia, sia
come città che
come provincia ha bisogno di autonomia amministrativa, anzi
l’autonomia
amministrativa è un suo diritto imprescindibile.
Lo stesso concetto vale anche per il
diritto alla rappresentanza. Oggi sia nel consiglio comunale che
in quello
provinciale goriziano vi sono rappresentanti di tutte le
componenti. Cose che
purtoppo non vale per la provincia di Udine, visto che nel
Consiglio
provinciale non siede alcun rappresentante della comunità
slovena, ne tanto
meno di quella tedesca. Di questo dovrebbe anche preoccuparsi il
presidente
Fontanini prima di fare dichiarazioni populiste che fanno solo
che male.
Inoltre il sindaco Romoli dovrebbe con
maggior determinazione sostenere la complessità goriziana. Non è
possibile
zoppicare su questi fatti da parte di un sindaco che deve saper
rappresentare
tutta la cittadinanza goriziana.”
Al direttore del Piccolo di
Gorizia/Monfalcone
Risposta all’articolo di
Francesco Fain “Friulana o giuliana? Gorizia è anche slovena” della Slovenska
skupnost del 10 agosto u.s.
In un articolo apparso su questo
quotidiano la Slovena skupnost, tramite il suo segretario Julijan Cavdek, in
risposta alle affermazioni del sindaco di Gorizia Ettore Romoli che in
occasione della IX Convention dei friulani nel mondo aveva dichiarato che
“Gorizia è anche friulana”, ha espresso alcune considerazioni negative se non
ostili in merito a tali affermazioni, suggerendo cautela soprattutto in un
quadro europeo e di collaborazione transfrontaliera. Il segretario della
Slovenska skupnost ha inoltre dichiarato che il Sindaco della città di Gorizia
deve sostenere la complessità goriziana rappresentando tutta la sua
cittadinanza.
Partendo da questa unica e
equilibrata precisazione noi friulani del goriziano riteniamo invece
equilibrate e rispettose della presenza di comunità diverse da quella slovena
le dichiarazioni del rappresentante istituzionale della città di Gorizia,
perché finalmente ha tenuto in giusta considerazione la comunità linguistica
friulana della sua città che, si sottolinea,
è presente nei borghi storici di Borc Sant Roc e Licinîs, dove lingua e
cultura sono tutt’oggi vive e dove i cittadini operano per sua tutela e
valorizzazione con pubblicazioni e iniziative, ma essa è anche presente a
macchia di leopardo in tutta la città.
Va ricordato inoltre al
segretario della Slovenska skupnost che, secondo i principi della legge 482/99,
dei 25 comuni che compongono il variegato territorio provinciale in 15 di essi,
compresa la città di Gorizia, la comunità friulana è storicamente ben presente
e a conferma di ciò quest’anno il 55% degli alunni vogliono studiare il friulano
nelle scuole del territorio goriziano, praticamente uno su due.
Questi sono i punti principali
che un rappresentante istituzionale deve conoscere e rispettare come ha fatto
giustamente il sindaco nelle sue dichiarazioni.
Al contrario una nota esponente della
Slovenska skupnost, che oltretutto riveste il ruolo istituzionale di Vice
presidente della Provincia di Gorizia, continua ad ignorare sistematicamente la
comunità linguistica friulana nelle sue attività istituzionali, in un’ottica
politica miope e superficiale, suscitando malumori e contrapposizioni tra le
due comunità - diversamente da quello che invece insegna la storia del
territorio - come in un articolo pubblicato in questo quotidiano il 19 agosto
scorso dal titolo “Cernic promuove l’Unione dei comuni” in cui afferma che “la nostra regione è a
statuto speciale per la presenza della minoranza slovena”, ignorando ancora una
volta la comunità friulana della provincia di Gorizia che, in aggiunta a quella
tedesca, giustifica la specialità della nostra regione.
L’Associazione Furlans dal
gurizan intende operare per dare alla nostra comunità coscienza dei propri
diritti e per chiedere con fermezza a tutte le istituzioni la rigorosa
applicazione delle leggi di tutela e valorizzazione, dove finora sono state
sistematicamente ignorate.
In merito alle proposte di coloro
che vorrebbero che la nostra provincia fosse fusa con quella di Trieste, noi
ribadiamo che siamo favorevoli al mantenimento di quella attuale ma che se ciò
non fosse possibile siamo fortemente contrari a tale aggregazione - per ovvie
divergenze culturali e linguistiche - ed auspichiamo che con un referendum -
come dettato dalle leggi costituzionali e ordinarie - siano le popolazioni
interessate a decidere da che parte stare senza prevaricazioni, in uno spirito
aperto, federalista e rispettoso di tutte le culture del territorio.
Firma
Isa Dorigo
Associazion Furlans dal gurizan
www.furlansdalgurizan.eu
info@furlansdalgurizan.eu
Gentile Sig.a Isa Dorigo!
In riferimento alla sua lettera Le invio il
comunicato che ho scritto in merito a quanto è stato riportato
sul quotidiano
il Piccolo relativamente al convegno Friuliani nel mondo. Come
può vedere, il
mio intervento era diretto soprattutto verso le affermazioni del
Presidente
Pietro Fontanini, mentre ho sollecitato il Sindaco Ettore Romoli
a ribadire con
più determinazione la ricchezza linguistica e culturale di
Gorizia.
Il citato discorso della presenza a macchia
di leopardo che vale per i Friuliani, vale anche per gli
Sloveni, che sono sì più
tradizionalmente presenti nei rioni Štandrež, Podgora e
Pevma-Oslavje-Štmaver,
ma anche nel resto della città, compresi Borc Sant Roc e Lucin
îs , che in sloveno chiamiamo Podturn e Ločnik.
Proprio in virtù di questa situazione ci si aspetta da parte
degli
amministratori una maggiore attenzione e non dichiarazioni che
sfiorano un
populismo pericoloso. La compelssità goriziana è la vera
ricchezza e come tale
va valorizzata, se si va nella direzione opposta allora
veramente Gorizia non
ha più alcun futuro.
Per quanto riguarda la affermazioni di Mara Černic ,
vicepresidente
della Provincia di Gorizia, sul fatto che la specialità della
Regione FVG fonda
sulla presenza della comunità slovena, questo è un fatto storico
noto a tutti e
dovuto alle condizioni poltiche diplomatico-internazionali del
periodo nel
quale venne istituta e nulla a che vedere con qualche volontà di
sottovalutare la
comunità friulana, che all’interno della SSk è totalmente
inesistente. E qui
vorrei ribadire e ricordare come i rappresentanti della SSk
hanno con fermezza
e decisione sostenuto la legge regionale per la tutela della
comunità friulana,
che durante l’iter legislativo ha avuto più di qualche
complicazione. Inoltre
desidero espremere tutto la contrarietà da parte della SSk nei
confronti della
volontà di ridemnsionare la lingua friulana a livello di
dialetto, come si
vuole fare con alcune modifiche della legge 482/1999. Allo
stesso tempo mi
aspetto che la comunità friulana sia dalla nostra parte quando
chiediamo il
ripristino dell’ufficio comunale per la comunità slovena che
oggi è vuoto.
A nome della SSk esprimo tutta la nostra
vicinanza alla comunità friulana nel Goriziano, nella
convinzione che con le
nostre forze comuni possiamo lavorare per una società che
proprio nell’incontro
e nella condivisione reciproca trae quel potenziale creativo per
il rilancio
delle nostre comuni popolazione e terre.
Julijan Čavdek
Segretario provinciale SSk
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